Accusa ingiusta? Quali strade intraprendere?

11/10/2017


Quando arriva un avviso di garanzia per un procedimento penale spesso l'indagato vorrebbe fare una controdenuncia per il reato di calunnia però tale mossa può essere un arma a doppio taglio. Innanzi tutto c’è da premettere che il processo penale è instaurato su querela solo per i reati meno gravi mentre è procedibile d’ufficio per tutti i reati più gravi.

L'azione penale spetta sempre al Pubblico Ministero. È, in sostanza, un procedimento dello Stato contro l’imputato nel quale la vittima del reato è un testimone che al più può costituirsi parte civile. Allora è giusto fare una controdenuncia? In generale, e salvo casi specifici che vanno analizzati con il proprio avvocato di fiducia dopo aver esaminato con attenzione gli elementi contenuti negli atti dell’accusa, reagire immediatamente con una controdenuncia non è quasi mai opportuno, per ragioni sia di fatto che di diritto.

La prima ragione è che in Procura della Repubblica crederanno più a chi accusa per primo rispetto che a chi si difende. Nella pratica, l'autorità giudiziaria reagisce in difesa del denunciante, la cui parola a volte é sufficiente per fondare una condanna anche in assenza di altre prove, sfatando così un altro mito "la mia parola contro la sua" (per chi volesse approfondire consiglio la lettura della sentenza n. 41461/2012, Cass. Pen., SS.UU., e le ordinanze nn. 115/1992 e 82/2004 della Corte Costituzionale). Inoltre il querelante ha l’obbligo di dire la verità mentre l’imputato non è tenuto a dire la verità non potendo essere inquisito per il reato di falsa testimonianza quando rilascia dichiarazioni difensive.

È dunque assai probabile che il Pubblico Ministero chieda l’archiviazione della controquerela. In punto di diritto poi, il reato di calunnia non sussiste in tutti i casi di sola assoluzione dell’imputato, ma solo se è provato che la denuncia querela è infondata e il querelante aveva la certezza dell’innocenza dell’imputato. Quindi è necessario dimostrare che il denunciante aveva la consapevolezza che l'incolpato è innocente: requisito quest’ultimo non certo agilmente dimostrabile.

Ma allora sarà risarcibile il danno subito da un accusa ingiusta? Non si dubita dell'esistenza del danno da accusa ingiusta: è pacifico che una delle conseguenze di un'accusa ingiusta è senz’altro una profonda sofferenza interiore, un ingiusto patimento causato dall’illecito altrui, ossia il danno morale, riconosciuto da una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione (Cass. Civ. Sez. Un. 21 Febbraio 2002 n. 2515). Però il mero fatto di avere sollecitato l'iniziativa del pubblico ministero denunziandogli gravi irregolarità rivelatesi poi insussistenti non costituisce fonte di responsabilità per danni, ove non ricorrano gli estremi dell'addebito calunnioso, estremi che presuppongono il dolo, non essendo sufficiente la colpa. Peraltro, solo in caso di reati procedibili a querela, la procedura penale prevede che in caso di assoluzione dell'accusato il querelante possa essere condannato al risarcimento del danno oltre che alle spese legali, cfr. art. 542 c.p.p. La norma, purtroppo, trova però rarissima applicazione nella pratica.

In conclusione il sistema giudiziario, come sommariamente esposto, sconsiglia di procedere automaticamente con una controdenuncia percepita come ingiusta e nega la risarcibilità dei danni da un accusa ingiusta al di fuori della sussistenza del reato di calunnia reato difficilmente dimostrabile.È necessario quindi concentrarsi sulla difesa dall’accusa ingiusta, la difesa, senza ovviamente tralasciare la valutazione critica delle affermazioni dell’accusatore, deve basarsi su elementi probatori documentali o testimoniali, che però devono essere certi, e quindi prudenzialmente andranno acquisiti anche con indagini difensive, meglio se durante le primissime fasi del procedimento penale. Nel sistema giudiziario italiano purtroppo non basta essere innocenti, bisogna provarlo. Quindi se siete accusati ingiustamente la miglior difesa è rivolgersi immediatamente a un avvocato penalista che potrà valutare attentamente la situazione e consigliarvi se effettuare indagini difensive o richiedere l’interrogatorio o predisporre la difesa in modo tale da poter dimostrare la vostra innocenza e se del caso anche la calunniosità del denunciante aprendo la strada al risarcimento.


Per approfondimenti: Avv. Nicola Canestrini, "Accusa ingiusta: quando fare una controdenuncia per calunnia e chiedere il risarcimento dei danni", marzo 2014.